Il dolore cronico non oncologico nei bambini e negli adolescenti è un problema di salute pubblica che influisce sul benessere fisico, psicologico e sociale. Definita come dolore persistente per oltre tre mesi, questa condizione è influenzata da fattori evolutivi, socioeconomici e culturali. Tuttavia, la sua prevalenza rimane incerta e dibattuta.
Il dolore cronico ha un impatto sui bambini che va oltre il disagio fisico in quanto spesso non riescono ad andare a scuola, la capacità di concentrazione si riduce, inoltre il dolore cronico nell’infanzia è un forte predittore del dolore cronico in età adulta, perpetuando potenzialmente un ciclo di disabilità continua e ridotta qualità della vita. Le famiglie vengono ovviamente coinvolte e spesso affrontano un aumento dello stress, difficoltà finanziarie e interruzioni delle dinamiche familiari. Nonostante l’entità di questo problema, rimane una notevole disparità nell’allocazione delle risorse e nell’attenzione della ricerca verso il dolore cronico pediatrico rispetto ad altre condizioni di salute pediatriche. A livello globale, il panorama del dolore cronico pediatrico rimane incompleto, in particolare nei paesi a basso e medio reddito (LMIC), dove le risorse per la gestione del dolore sono spesso scarse, gli approcci multidisciplinari al trattamento del dolore sono raramente disponibili e persino i farmaci analgesici di base possono essere limitati. Nonostante l’urgente necessità, ci sono poche revisioni della letteratura incentrate sulla prevalenza del dolore cronico pediatrico. I dati esistenti mancano di chiarezza e coerenza, con variazioni tra diverse fasce di età, regioni e strati socioeconomici. Affrontare queste sfide e colmare le lacune di conoscenza esistenti richiede la raccolta e la valutazione critica della letteratura disponibile attraverso revisioni sistematiche e meta-analisi. Identificando le incongruenze e armonizzando i dati – spiegano gli autori dell’articolo Epidemiology of Pediatric Chronic Pain: An Overview of Systematic Reviews pubblicato il 1° aprle su Current Pain and Headache Reports – si può arrivare a una comprensione più chiara dell’impatto del dolore cronico pediatrico. Questo approccio non solo facilita la formulazione di politiche basate sull’evidenza, ma evidenzia anche le aree che richiedono ulteriori ricerche e interventi.
Gli autori hanno condotto una ricerca bibliografica completa su database elettronici, tra cui Medline, Embase, CINAHL, PsycINFO e la Cochrane Library. Le revisioni sistematiche idonee sono state valutate criticamente utilizzando lo strumento AMSTAR-2 per valutare la qualità metodologica.
I risultati hanno rivelato una sostanziale variabilità nella prevalenza segnalata di specifici tipi di dolore: mal di testa (4-83%), dolore addominale (4-53%), dolore muscoloscheletrico (4-40%) e dolore alla schiena/lombalgia (14-24%). La prevalenza era generalmente più bassa nei paesi a basso e medio reddito, probabilmente a causa di barriere nell’accesso all’assistenza sanitaria. È stata osservata eterogeneità metodologica negli studi e la valutazione AMSTAR-2 ha identificato limitazioni critiche in alcune revisioni sistematiche, che hanno avuto un impatto sull’affidabilità dei risultati.
La panoramica offerta dall’articolo evidenzia l’urgente necessità di metodologie di ricerca standardizzate per monitorare accuratamente la prevalenza del dolore cronico non oncologico pediatrico. La standardizzazione è essenziale per informare le politiche volte a mitigare l’impatto a lungo termine del dolore cronico nei bambini e negli adolescenti. Affrontare questi problemi è fondamentale per migliorare i risultati sanitari e ridurre gli oneri sociali ed economici.
Lo Cascio, A., Cascino, M., Dabbene, M. et al. Epidemiology of Pediatric Chronic Pain: An Overview of Systematic Reviews. Curr Pain Headache Rep 29, 71 (2025). https://doi.org/10.1007/s11916-025-01380-5
4 aprile 2025