Il British Medical Journal abbandona il termine “interventi non farmaceutici”

Il termine “interventi non farmaceutici” (NPIs) è stato ampiamente utilizzato durante la pandemia di Covid-19 per indicare misure di sanità pubblica come il tracciamento dei contatti. Tuttavia, secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è ora opportuno sostituirlo con l’espressione più accurata e comprensiva di “misure di sanità pubblica e sociali”.

Un limite del termine NPIs è che definisce queste misure in negativo, ossia per ciò che non sono (farmaci o vaccini), piuttosto che per ciò che sono. Ciò riduce la loro complessità e ne sminuisce la legittimità scientifica, favorendo l’errata percezione che siano soluzioni temporanee o di second’ordine rispetto ai trattamenti farmaceutici. In realtà, misure come l’igiene, la quarantena e il tracciamento sono strumenti essenziali, basati su solide evidenze scientifiche, e rimangono cruciali anche quando sono disponibili cure farmacologiche.

L’etichetta “non farmaceutico” rischia inoltre di oscurare le dimensioni sociali e comportamentali di questi interventi, che spesso richiedono cambiamenti nei comportamenti individuali e collettivi. Comprendere il contesto sociale e i determinanti della salute, come povertà, istruzione e abitazione, è fondamentale per un’applicazione efficace di queste misure.

Dal punto di vista della comunicazione pubblica, il termine NPIs può generare confusione e ostacolare l’accettazione delle misure sanitarie, specialmente in situazioni di emergenza. Al contrario, “misure di sanità pubblica e sociali” è un’espressione più chiara, che evidenzia il loro ruolo nella protezione della salute collettiva.

Per queste ragioni, il BMJ adotterà d’ora in avanti questa nuova terminologia nei suoi contenuti e invita altre riviste, revisori e professionisti della sanità pubblica a fare lo stesso. Il cambiamento contribuirà a dare il giusto riconoscimento a queste misure, migliorandone la comprensione e garantendo le risorse necessarie per affrontare le crisi sanitarie presenti e future.

BMJ 2025;388:r409